"A che cosa lavora?" Fu chiesto al signor Keuner. Il signor Keuner rispose "Sto faticando: lavoro al mio prossimo errore."

lunedì 17 gennaio 2011

Ma è possibile che, tra due cose, scelga sempre quella sbagliata, e per giunta senza occorgermene?

E' impressionante cavolo, la mia facoltà di captare sempre le cose meno opportune e di sceglierle. Manco avessi il radar.
Sembro un cane da tartufi per queste cose, le situazioni più scomode capitano sempre a me.
Chissà poi per colpa di quale congiunzione astrale. A volte penso che sia la sfiga. Un'enorme e incombente massa di sfiga che sta allegramente su di me come la nuvoletta di Fantozzi.
Ed il bello è che io rimango lì, vittima di una serie di sfortunati eventi, incapace di divincolarmi.
Il bello è che nonostante lo sappia benissimo che è così, tra una marea di cose da poter fare, dire o scegliere, io dirò, farò e sceglierò solo e sempre quelle sbagliate.
Speriamo che prima o poi tutte queste scelte errate si ricongiungano, e che per mezzo del detto "La ruota giri per tutti" mi ritorni tutto attraverso una botta di culo colossale. ;)

Ps: menomale ci sei tu, che nonostante tu sia uno sbaglio, sei decisamente il più bello. <3


Il tuo profumo. Dio come mi ha inebriato. Meglio di una canna, peggio di una bottiglia di vino.

Già. Lo assaporo ancora, è ancora nel mio naso. Lo sento, lo risento, non vuole andarsene.
Ed io non voglio che se ne vada. E' tuo, e resta con me. Così avrò un tassello in più da aggiungere al mosaico dei ricordi.
Così, quando penserò a te, avrò una cosa in più da aggiungere.
Oltre ai tuoi occhi, oltre alla tua risata. Oltre ai tuoi abbracci, ai nostri scherzi.
Oltre alle ore passate a ridere.
Ora avrò un altro pezzetto di te.
Non smetterò mai di ringraziarti, perchè mi rendi felice.
Esatto, felice come poche volte sono stata.
Non mi credi? Pazienza, sinceramente non hai da credermi, sono io che devo credere a me stessa, anche se nn vorrei.
Adesso dovrei mettermi l'anima in pace. Ma chi ci riesce? Non lo farò mai. Non mi è mai riuscito.
Testona che non sono altro.
Tanto, mal che vada, sbaglierò ancora. Ma se sbagliassi, almeno saprei di sbagliar bene.


domenica 16 gennaio 2011

Spesso sbaglio strada. In un lampo mi trovo da tutt'altra parte meno che la destinazione fissata.

Vado, scivolo dolcemente sull'asfalto, come su una lastra di ghiaccio, come se avessi un paio di pattini.
Giro a destra invece che a sinistra, faccio giri strani e poi finisco per perdermi, nei meandri della vita.
Anche quando calcolo il percorso da fare, tac! Ecco l'imprevisto, la nota sbagliata, l'accordo che non va.
Può essere un'incidente, una conseguenza arrivata con il senno di poi.
Può essere una persona, che arriva e ti stravolge i piani, tutti i programmi.
So benissimo di aver sbagliato strada anche stavolta. So benissimo che anche questa non mi porterà molto lontano.
Ma ti ho trovato ad un incrocio, e mi hai attirata a te, come fa la Terra con la Luna con la forza di gravità.
Ho deciso di svoltare verso di te.
Ho sbagliato strada, si ho capito! E' inutile che continuiate a ripetermelo. Non mi importa un fico secco.
Sono contenta di averlo fatto. Tanto altre vie, non mi avrebbero certo portato più lontano.
Sono felice di essermi persa.
Almeno quando ti perdi, hai sempre una scusa per cercare un'altra strada, che magari poi sarà pure quella giusta.


Una sigaretta. Poi un'altra. Poi un'altra ancora.

Come se le sigarette mi aiutassero a non pensare, a non pensarti.
Brucia il tabacco, il fumo mi invade la gola, poi i polmoni, esce dalle narici e poi si dissolve nell'aria.
Un pò come fai tu. Entri attraverso gli occhi, attraverso i ricordi. Invadi il mio cervello, poi la pelle e te ne vai attraverso i  sospiri.
Sei meraviglioso. Come questo cielo stellato, che non ha pietà con noi mortali.
Ogni notte ripropone la sua maestosità, come fai tu nei miei sogni.
Aspetto. Ma cosa poi? Cosa dovrei aspettarmi? Sei finito, come questa sigaretta che tengo tra le dita.
Ti spengo.
Ma rimani lì, nel posacenere. Non ce la faccio a buttarti.
Allora ne accendo un altra, sperando di ritrovare ancora un pò di te.
Non mi arrendo, non ce la faccio.
Morissi di cancro tra dieci, vent'anni, ma anche domani, io non ti spengo.
Continuerò a stare qui. Con te nelle orecchie, con te negli occhi, con te nel cuore.
Ho visto un mondo bellissimo, forse più di questo cielo stellato.
L'ho visto nei tuoi occhi, l'ho assaporato come faccio con il fumo.
Mi rilassa. Mi rilassa pensarti, mi rilassa sperarci.
Mi rilassi, un pò come le sigarette.
Hai ragione, dovrei smettere. Ma il punto è che non voglio farlo.


Perchè essere indecisi? Cos'è l'indecisione?

Perchè piace così tanto, rimanere in bilico, sul filo del rasoio.. Che gusto c'è?
Essere in un limbo eterno, dove si è tenuti ad inseguire un vessillo senza insegna, senza avere mai nè arte, nè parte.
Cosa c'è di bello in tutto ciò? Qual è la soddisfazione che si prova, lasciando la propria vita nelle mani altrui?
Deciditi, cazzo. E' la tua vita questa. Sai tu cosa è meglio per te.
Gli altri non lo potranno mai sapere; soprattutto quando sono intenti a farsi gli affari propri, non facendosi scrupolo di niente e di nessuno.
Ti sei mai posto il problema di pensare che forse, quando gli altri decidono al posto tuo, lo fanno solo per il loro tornaconto, e non per il tuo bene?
Prendi in mano le redini della tua vita, e buttati. Senza paracadute.
Da un ponte, da un dirupo, dai una svolta alla tua vita.
Vedrai che brivido che sentirai lungo la schiena, che scarica di adrenalina, quando lo farai.
E se poi andrà male, pazienza. Se poi ti schianterai al suolo, amen.
Cos'è meglio rimpiangere? Di averci provato oppure di non averlo mai fatto?
Non c'è niente di più bello di sapere che forse ce l'avresti fatta.
Non c'è niente di più bello di dire "E' andata male, ma almeno ho deciso io."

Scegliere tra "sì" e "no" è realmente così difficile?


Bisogna tenersele strette, quelle persone che ti fanno star bene.

Non quelle che chiedono, ma quelle che danno il meglio di loro agli altri.
Quelle con le quali sei sempre te stesso, che ti accettano per come sei.
Quelle che non pretendono di cambiarti a tutti i costi, che non vogliono uniformarti alla massa.
Bisogna tenersele strette, quelle per cui vale la pena sorridere.
Quelle che quando ci pensi, il sorriso affiora spontaneo.
Quelle che ti fanno ridere di gusto, che ti fanno brillare gli occhi dalla felicità.
Quelle che ti fanno sentire bene ovunque, che ci sia la neve, il sole, la pioggia.
Quelle con cui non è importante dove sei, l'importante è che siano con te.
Bisogna tenersele strette perchè non ci sarà nessun altro che potrà rimpiazzarle, perchè non ci sarà nessun altro che ti farà sentire come quando sei con loro.
Ed è questa la cosa più importante.

Il mio sogno ricorrente è quello di volare.

Inizia tutto con una corsa a perdifiato, lungo un sentiero scosceso di montagna.
L'aria gelida mi entra dalle narici e mi brucia, mi dà fastidio alla gola e mi sento bucare i polmoni.
Ma è buona, sa di pulito e profuma di viole.
Corro sempre più veloce, tra gli alti abeti secolari e i larici ombrosi. 
Ci sono i frutti di bosco ai margini del sentiero. Ci sono i fiori, anemoni, peonie, viole, fresie.
Vedo davanti a me l'azzurro orizzonte, il sole riflette i suoi raggi sul mio viso, accarezzandomi dolcemente.
Aumento l'andatura sempre di più, come in un solfeggio.
Lento, adagio, andante, allegretto, vivace, presto.
Passo dopo passo acquisto sempre più velocità, il sentiero è finito, i miei piedi si staccano da terra, come se corressero sull'aria.
Il dirupo.
Salto.
Sono viva.
Volteggio, nella luce chiara, nei raggi del sole, filtrati dall'aria fresca.
Mi volto.
Ci sei.

Suona il telefono. E' la sveglia.
Buongiorno a te, mondo fatto di insulsa gravità.